LA CASA DEI CUORI SOSPESI

In questi giorni, ho letto tutto d’un fiato La casa dei cuori sospesi di Clara Caroli e ricordando l’attività di recensore svolta in una mia esperienza lavorativa , mi fa piacere proporne qui una sintesi accompagnata da una serie di riflessioni più generali.

La casa dei cuori sospesi è un romanzo rosa. Nonostante questa innegabile connotazione è molto adatto ad essere letto con piacere da un pubblico maschile.

Per noi piemontesi, c’è una ragione in più per accostarsi alla lettura di questo breve, ma intenso romanzo. La storia è infatti “collocata” a Moncalieri, che attraverso le sue colline fa dell’ambientazione un “personaggio aggiunto”. La villa in cui le vicende famigliari ed umane hanno luogo è un podere  dall’inconfondibile arredamento inglese, che è tale anche grazie alla presenza di numerosissime opere d’arte.

Lo stile narrativo del romanzo è semplice , coinvolgente e frizzante. Le protagoniste sono due libraie : Stella e Romina. Le accomuna, oltre alla passione per i testi a stampa, un’ instabilità affettiva difficile da colmare.

Nel romanzo traspare la visione secondo cui le persone costituiscono le cellule di un ampio microcosmo.

Quello delineato  è uno spaccato della società moderna in cui i soggetti svolgono attività lavorative precarie, ma sono tutti disponibili a rendersi utili gli uni per gli altri,   essendo parte di quella che può essere a buon diritto  definita una comune. I personaggi (la cui psicologia è molto ben tratteggiata) sono inseriti in un affresco eterogeneo molto colorato che è  lo sfondo all’interno del quale si instaurano numerose relazioni umane, come ad esempio quelle tra vicini di casa .

All’interno della casa dei cuori sospesi hanno un rilevante significato gli animali domestici. Cani e gatti sono parte integrante di tutti gli affetti raccontati con delicata leggerezza.

Clara Caroli  è una giornalista che ha da sempre il fascino dello scrivere anche perché suo padre  faceva questo stesso mestiere. In generale l’ha sempre affascinata il mondo della tipografia a cui si collega quello della correzione delle bozze. Oggi è diventata una ‘life coach’ per mezzo della scrittura che per lei si è tramutata in  uno strumento di autoanalisi. Anche per questo motivo ritiene che possa  essere un vantaggio non  svolgere l’attività di scrittrice a tempo pieno. Reputa sia importante l’affiancamento degli editori nelle varie operazioni di rilettura dei romanzi. Questo in quanto  se si è troppo addentro ad una trama i termini e i segni di interpunzione possono perdere di significato. Questa constatazione è ancora più vera se si è convinti che la scrittura sia un viaggio mentale.

Clara non si considera  una persona disciplinata e quindi  non programma l’attività di scrittura, essendo, a suo dire, molto rapida quando sopraggiunge l’ispirazione che è istantanea e i personaggi prendono vita seppur metaforicamente nella sua quotidianità, offrendole continue riflessioni da apporre sulla pagina. Questa costante elaborazione di pensieri  le deriva anche dal fatto di essere una lettrice onnivora e le fornisce la possibilità di ambientare i suoi libri in contesti sognanti e come tali surreali.

Da tutte queste riflessioni discende la constatazione sempre valida secondo cui i generi letterari non vanno classificati in modo troppo rigido.  Buona lettura.

Niccolò Ghirardi