IL SOCCORSO ALPINO

L’uomo è oggetto di interesse per le Scienze Sociali in generale ed in specifico per la Sociologia perché instaura i suoi rapporti in svariati contesti spaziali. Uno di questi è sicuramente la montagna.

Quello montano  rappresenta un ambiente interessante e scenografico, che per essere vissuto appieno deve però  essere conosciuto in modo molto approfondito perché può nascondere numerose insidie. Per questo motivo  è importante tracciare alcune riflessioni sulle diverse declinazioni del costrutto di “soccorso alpino”. E’ quello che provo a fare in questa sede.

Il Soccorso alpino  dalla sua istituzione nel 1965 ad oggi ha subito e continua a subire  una notevole evoluzione di carattere semantico e pratico, perché ingloba strumenti e tecniche di intervento sempre nuove e sofisticate che necessitano di attrezzature complesse e costose.

Chi si occupa di soccorso alpino deve essere costantemente formato sugli aspetti afferenti alle procedure tecnico-operative di intervento: pensiamo con particolare riguardo alle unità cinofile che sono utili in specifico per quanto attiene alla ricerca di dispersi in superficie, sotto le macerie ed in presenza di valanghe.

I cani agiscono con l’olfatto in particolare attraverso esemplari molecolari che attuano un’attenta discriminazione ed analisi dell’ambiente, sapendo individuare la direzione in cui si trova la persona dispersa.

In questo contesto la distinzione dei campi sensoriali, per mezzo dei quali i cani addestrati coadiuvano la ricerca, non è netta in quanto si può dire che il naso diventa anch’esso uno strumento utile all’osservazione al pari degli occhi.  I cani che si adoperano nel soccorso alpino vengono addestrati per mezzo di attività ludiche svolte in contesti urbani.

Oggi, in presenza di incidenti che in montagna coinvolgono escursionisti, per ragioni di tempo si tende a curare la vittima in loco, formando a questo fine i volontari con precise nozioni sanitarie. L’addestramento sul campo è fondamentale e si lega agli “schemi di approccio” al paziente sperimentati  sulla base di simulazioni. Uno strumento che facilita i soccorsi è senza dubbio l’elicottero. L’elisoccorso opera partendo da basi che si trovano presso le centrali operative della Protezione civile.

Soccorrere persone nelle grotte è un’altra attività dalle sfaccettature molto specifiche, che si valutano in relazione a parametri come  qualità, quantità e velocità. Le tecniche di soccorso hanno diversi livelli di azione. Posso essere elementari o sofisticate. In questo contesto le comunicazioni sono molto importanti perché questi interventi in grotta possono durare anche svariati giorni. E’ importantissimo lavorare in un gruppo significativamente affiatato con capisquadra che definiscono in itinere le tecniche di soccorso da utilizzare.

Niccolò Ghirardi