UNA RIVOLUZIONE POSITIVA

I diritti delle donne sono stati il tema saliente del dibattito seguito alla presentazione del volume “Una rivoluzione positiva”  che si è svolto Lunedì 19 Novembre al Campus Einaudi dell’Università di Torino.

“ Una rivoluzione positiva” è il testo scritto da Annamaria Isatia sotto forma di conversazione in cui Elena Marinucci si racconta ”come ex socialista e parlamentare europea la cui attività si è incentrata sulla lotta per i diritti delle donne”. Grazie alla sommatoria di questi ruoli Marinucci si può a buon titolo considerare, almeno in termini idealistici, la fondatrice della Commissione parlamentare delle pari opportunità.

A mio parere leggere attentamente il saggio significa accostarsi ad un affresco della storia italiana che copre un trentennio, ovvero il periodo dagli anni 70 agli ultimi giorni del 1900. Il saggio offre il punto di vista di una donna che ha vissuto il femminismo in quanto figura istituzionale. Da questo fatto discende la puntualità della sua narrazione che è molto dettagliata soprattutto per quanto attiene alle difficoltà poste dai suoi avversari sulla via di un serio percorso riformatore.

Le battaglie di Elena Marinucci hanno portato la politica ad interrogarsi su questioni sostanziali come l’interruzione volontaria di gravidanza e la presenza di quote rosa nelle direzioni di partito. Quelli indicati sono gli elementi fondamentali di un’azione sfociata in una “rivoluzione che portando alla conquista di numerosi diritti sociali è stata definita dagli studiosi “positiva”.

L’opera ha ottenuto importantissimi risultati perché è riuscita ad agire sui paradigmi culturali del nostro Paese. Occuparsi delle questioni di genere vuol dire anche veicolarle attraverso quel sistema di segni che è la nostra lingua. Per questo motivo è stato sottolineato  come assolutamente negativo che Maria Elisabetta Alberti Casellati, durante il suo discorso di insediamento, abbia puntualizzato di essere ” il presidente del Senato”.

E’ molto significativo che la presentazione del manuale sia avvenuta alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne in programma domenica prossima, 25 Novembre. E’ stato evidenziato che ognuno di noi nel piccolo delle possibilità offertegli dal proprio contesto sociale, debba lavorare perché le battaglie di Elena Marinucci non cadano nel vuoto, anche a causa di un Governo e di un Parlamento che con il loro agire attuale non possono far altro che erodere la coesione sociale conquistata con enormi fatiche.

Niccolò Ghirardi