I VENT’ANNI DELL’ASSOCIAZIONE ApEF

I VENT’ANNI DELL’ASSOCIAZIONE ApEF

Ho avuto la possibilità e l’onore di prendere parte al convegno “Scenari possibili per il lavoro dei giovani”. 

L’ho fatto come ricercatore,  uditore e  relatore partecipante ad un segmento di tavola rotonda. 

Il seminario si è tenuto a Torino  martedi 23 ottobre scorso presso il centro congressi dell’Hotel Holiday INN di  Piazza Massaua con l’obbiettivo di celebrare un importantissimo compleanno, i  vent’anni dell’Associazione ApEF.

L’associazione ha lo scopo di occuparsi di Educazione, Orientamento e Formazione. E’ nata nel 1998 nell’ambito universitario ed in specifico dall’iniziativa di studenti e studentesse a quell’epoca laureandi in Scienze dell’Educazione. 

Apef attualmente ha come presidente la Dottoressa Erika Tolasi e  si prefigge l’obiettivo di elaborare progetti che abbiano ad oggetto la prevenzione di fenomeni molto rilevanti per la Sociologia che sono la prevenzione alla Dispersione Scolastica per mezzo dell’ambito disciplinare che ha le sue radici in Francia e che è l’Orientamento. 

La pratica orientativa si declina svolgendo un’operazione di “educazione alla Scelta” nel passaggio dalla Scuola Secondaria di I grado a quella di II o tra quest’ultima e l’Università o tra l’Ateneo e il lavoro. Il buon esito della pratica orientativa sfocia nell’attuazione di un vaglio critico delle varie opzioni che la persona si trova a prendere in considerazione quando assume  decisioni che la riguardano a trecentosessanta gradi.  L’effettuazione dell’attività in questione può avvenire attraverso differenti metodologie che possono essere anche ludiche e laboratoriali. Pensare agli strumenti porta la mia mente a fermarsi sulle carte dei mestieri e a seconda delle fasce d’età che coinvolge essa cresce di complessità. Individuata la professione si conduce il soggetto a sperimentarsi immediatamente con le proprie capacità all’interno di tirocini che hanno come obiettivo l’acquisizione di competenze e che sono monitorati.

Il seminario ha coinvolto diversi esperti ed attori. Un aspetto emerso che  reputo notevolmente importante è quello legato al fatto di essere sempre più in grado di intercettare “soggetti nuovi” allargando il concetto di “politica giovanile “ facendolo diventare un contesto in cui la persona esprime le proprie caratteristiche. 

L’essere definito “ giovane” non rispecchia unicamente un criterio anagrafico ma anche e soprattutto un mondo valoriale. Ciò vuol dire agire su un’ampia applicazione del concetto di Pari Oppurtunità. 

I professionisti dell’Orientamento dovranno, insieme ai Centri per l’impiego, occuparsi in misura sempre maggiore di “nuove  povertà” che si legano alle tematiche migratorie e ai padri di famiglia che perdono il lavoro a causa della crisi economica derivante anche dal fenomeno della globalizzazione.  Gli attori intervenuti nella nostra mattinata di lavoro sottolineano che i servizi al lavoro vanno ripensati anche nell’ottica di agire sulla “permanenza delle persone nel mercato del lavoro”. Determinate persone hanno infatti bisogno di aiuti costanti nel decifrare il loro contesto lavorativo anche una volta assunti, mettendo in luce i loro punti di forza e di debolezza. 

Modificare l’approccio relativo al mondo del lavoro vuol dire arricchire il programma di Erasmus all’interno degli istituti professionali in modo da progettare un serio accostamento di natura esperienziale. In questa direzione  dovrebbe essere riformata l’alternanza Scuola-Lavoro. 

Alcune ricerche sociali presentate dimostrano che in Piemonte la domanda di lavoro proviene per la maggior parte dal settore terziario e cioè da quello dei servizi. La crisi economica del 2008 ha accelerato l’inevitabile processo di automazione delle mansioni concettuali di carattere amministrativo. Questa tendenza coinvolgerà in misura sempre maggiore la Pubblica Amministrazione.

I servizi al lavoro dovranno approntare nuove politiche formative.

 Il convegno si è concluso con una tavola rotonda suddivisa in due segmenti. Il primo ha coinvolto adulti addetti ai lavori, il secondo studenti e lavoratori più giovani. La sintesi di questo confronto traccia un panorama lavorativo complesso che può migliorare se gli attori coinvolti in questi processi agiranno per valorizzare i talenti presenti nel nostro Paese ed in specifico nella nostra regione . 

Tutti i soggetti concordano sul fatto che le politiche orientative e gli sbocchi occupazionali dei giovani dovrebbero essere maggiormente oggetto di occasioni di confronto.      

Niccolò Ghirardi